Tag Archives: messa

La domenica fai centro anche tu

Fai_Centro_Anche_TuPrima di tuffarci nel grande oceano della divina misericordia nell’anno santo che si aprirà il prossimo 8 dicembre per concludersi domenica 27 novembre 2016, dedichiamo questi primi mesi dell’anno pastorale alla domenica e al suo centro, la Messa o meglio Celebrazione Eucaristica. Non è la prima volta che lo facciamo ma qui soprattutto vale il detto repetita juvant. Il detto latino vale per tutti, soprattutto però per i giovanissimi, i giovani, i genitori con conseguente ricaduta sui figli.

La domenica esiste, anche qui repetita juvant, in quanto festa cristiana, giorno del Signore risorto e del dono dello Spirito alla Chiesa. Altrimenti si festeggerebbe qualche altro giorno della settimana, come gli ebrei che festeggiano il sabato o i musulmani che celebrano il venerdì. Proprio perché “festa cristiana” tocca a noi valorizzarla e viverla intensamente, in tutti i suoi aspetti. La domenica è il giorno del riposo, è il giorno per le relazioni famigliari, parentali, sociali, è il giorno dello svago, è il giorno della carità, ma soprattutto è il giorno dell’Eucaristia. Lo si voglia o no è così. Pertanto il cristiano che vuole essere tale non solo di nome ma di fatto deve mettere la partecipazione alla Messa tra gli appuntamenti fondamentali della domenica stessa. Non tanto per un obbligo esteriore ma per una necessità. Non si può essere cristiani se non si celebra l’Eucaristia nel giorno santo, perché in quel giorno veniamo convocati da Gesù per incontrarci con Lui e con la comunità dei credenti in Lui.

Sta qui la differenza tra le Messe dei giorni feriali e quella della domenica. Le prime sono frutto della nostra devozione e laddove non esistono, perché sono ormai molte le parrocchie che non hanno la fortuna della Messa quotidiana o quasi, non è un così grande problema. La seconda è frutto di una convocazione ed una sua assenza qualche problema lo pone.

Di domenica, dunque, il Signore ci chiama attorno all’altare. Vogliamo rispondere al suo invito o no? Non rispondere all’invito significa comportarsi come gli invitati dal Gesù storico i quali declinano l’invito perché chi ha da curare i buoi, chi da seppellire i morti, chi da coltivare i campi. Oggi c’è chi deve dormire, chi deve andare dai parenti, chi è impegnato in attività sportive, chi semplicemente non ne ha voglia e si difende proprio così: “Io vado a Messa quando me lo sento”. Come se le cose importanti della vita venissero fatte solo quando ce lo sentiamo. Poveri noi, se così fosse! In ogni caso quando si vuol dire di no all’invito ogni scusa diventa buona.

La scelta di venire a Messa comporta anche la fedeltà, anche qui sulla falsariga di tutto ciò che vale nella vita: la scuola, il lavoro, la cura degli altri… Oggi accade facilmente una cosa. Ci sono persone che a Messa ci vengono ogni tanto, altre che vengono per un po’ e poi scompaiono. Come ad esempio alcuni genitori che accompagnano il percorso catechistico dei figli. Passata la loro prima comunione o la Cresima non li vedi più. Che maturità è mai questa? Quale esempio si offre ai propri pargoli? Che genitori-educatori si è? Sono domande che bisogna porsi con sincerità ed onestà. Per la Messa festiva è necessaria una scelta da praticare poi con coerenza, così da non rassomigliare a banderuole che vanno là dove il vento del momento le porta.

Esiste un ultimo aspetto che vorrei richiamare in questa breve riflessione sulla Messa festiva. Essa è il luogo privilegiato per costruire la comunità cristiana e sentirsi partecipi di essa. Fin dal Nuovo Testamento ci è data questa testimonianza. Occorre pertanto avere una comunità di riferimento e partecipare ordinariamente lì. Se fosse possibile vorrei non celebrare di domenica le Messe per i defunti (suffragi, settime, trigesime, anniversari) perché provocano un poco salutare nomadismo ecclesiale. Una domenica qui, un’altra là, la terza ancora altrove. Assieme alle Messe “randagie” si tratta di fenomeno negativo. Come se a vivere un giorno uno andasse in un alloggio, il giorno dopo in un altro, quello dopo in un altro ancora. Costui non metterebbe mai radici da nessuna parte. Sarebbe un vero apolide. Vogliamo essere credenti senza una casa? Credo proprio di no!

Dunque la domenica fai centro anche tu. Anche tu impara a dire: “Vado a Messa”. Tutto il resto, pur importante, è comunque periferico.