Tag Archives: battesimo

Una Domenica come Dio comanda

L’appuntamento con Battesinfesta, incontro per famiglie con bambini 0-6 anni del gruppo post-battesimo, si è rinnovato anche quest’anno domenica 7 giugno dalle 17:00 in poi in oratorio e giardinetti. Il tema dell’incontro è stato “Una Domenica come Dio comanda”, un giorno speciale da dedicare al Signore per ritrovare e rinnovare il legame con il Padre, fondamento della nostra vita e sorgente di amore per la nostra vita di famiglia.

Test: Di che Domenica siete?

Le attività proposte sono iniziate da un test per i genitori dal titolo “Di che domenica siete?”: passate la domenica a poltrire o a fare qualcosa di bello?, dedicate la domenica alla famiglia o ognuno pensa ai fatti suoi?Test.Di_Che_Domenica_Siete

Storia: Alla festa della Creazione (Bruno Ferrero)

La riflessione è continuata con una breve storiella per i bambini, tratta da un racconto di Bruno Ferrero: “Alla festa della Creazione”. La cosa più bella che possiamo regalare a Dio è la nostra attenzione ed il nostro amore, e la domenica è l’occasione per riservargli un po’ del nostro tempo.

Una_Domenica_Come_Dio_Comanda.CreazioneTraccia: Una Domenica come Dio comanda

Per i genitori si è proposta una traccia per vivere la Domenica in modo significativo e non lasciarla “passare” senza impegnarsi in qualcosa di importante che non solo ripristina il legame con Dio, ma rinforza anche i legami in famiglia e tra famiglie:

  • La mattina presto. Anche se non piacerà a tutti, alziamoci un po’ presto per fare le cose con calma: svegliarsi senza fretta, approfittarne per coccolarsi un po’, fare una bella colazione, dare il buon giorno ai nonni.
  • Rendiamo grazie. Non facciamo passare la giornata senza rivolgere un pensiero a Dio e rendergli grazie: scegliamo una bella messa, arriviamo in chiesa almeno cinque minuti prima, occupiamo i banchi davanti e uniamoci ai canti, terminata la messa, cerchiamo gli amici e passiamo un po’ di tempo insieme.
  • Qualcosa di bello e di buono. La Domenica è un giorno speciale, troviamo il tempo per fare qualcosa di bello e di buono: cuciniamo qualcosa di buono e prepariamo la tavola in modo un po’ speciale, festoso, se è possibile facciamo in modo di trascorrere un po’ di tempo con, almeno, un’altra famiglia, talvolta approfittiamone per realizzare un gesto di vicinanza, di solidarietà.
  • In pace. La sera è il momento di ritrovarsi di nuovo insieme: ricordiamo quanto di bello e buono abbiamo fatto in giornata, ricordiamoci di pregare tutti insieme il Signore prima di andare a letto. Nota: la nostra parrocchia propone una semplice preghiera da fare una sera al mese insieme ad, almeno, un’altra famiglia. Approfittiamone: http://bit.ly/preghiera-famiglia
Attività: Un centrotavola per la nostra Domenica

centrotavola_fioriInfine è arrivato il tempo per l’attività insieme, genitori e figli. La proposta è stata quella di costruire un centrotavola con fiori di carta per abbellire la casa il giorno di Domenica. I fiorellini, ritagliati nel cartoncino colorato, sono stati attaccati a delle cannucce che fanno da stelo e raccolti in un barattolo trasparente riempito con sale colorato. La realizzazione del sale colorato ha conquistato i bambini che si sono divertiti a “mescolarlo” con pennarelli colorati per farlo diventare del colore preferito.

Cena insieme nei giardinetti

Come sempre l’incontro è terminato con una bella cena nei giardinetti, al fresco, con il cibo portato e condiviso da ciascuno.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Preghiera dei Battesimi

Signore, ti preghiamo per ______________.
E’ nato nuovo come una pagina tutta bianca.
Nessuno vi scarabocchi sopra.

E’ nato con il viso pieno d’anima.
Nessuno gli rubi il sorriso.

E’ nato originale, unico, irripetibile.
Conservi sempre la sua mente per pensare,
il suo cuore per amare.

E’ nato pieno di voglia di vivere.
Mai perda la grinta per attaccare la vita
e non subirla.

E’ nato aperto a te.
Nessuno gli sbarri la strada,
nessuno gli rubi la bussola.

E’ nato prezioso.
Perchè è più figlio tuo che figlio nostro.

Custodiscilo, Signore,
e amalo come sai amare tu,
Padre suo e Padre nostro:
Padre nostro che sei nei cieli
e in terra vivi nel cuore nuovo
di ogni bimbo
che al mondo doni.
Amen.

Pino Pellegrino

Pastorale Battesimale

Premettiamo che in parrocchia le date per la celebrazione del battesimo sono definite in modo da “raccogliere” in una singola data la celebrazione di più battesimi (fino ad un massimo di quattro o cinque). In tal modo il sacramento perde i connotati (a cui siamo spesso abituati) di esperienza “privata” per la famiglia, e tende ad assumere, già implicitamente, i tratti di una esperienza comunitaria (come deve essere).

La Parrocchia del Sacro Cuore in Mondovì (CN) accompagna la preparazione al battesimo dei bambini con tre incontri:

  1. Il primo a casa dei genitori per incontrare la coppia che li seguirà in questo cammino.
  2. Il secondo in parrocchia insieme alle altre famiglie con cui si celebrerà il battesimo del bambino/a
  3. Il terzo in chiesa con il Parroco per prepararsi alle varie fasi della celebrazione.

In seguito al battesimo, per gli anni che precedono l’inizio del catechismo, i genitori sono invitati a partecipare ad alcuni incontri di festa, condivisione e riflessione sul cammino che stanno percorrendo con i loro figli, dal punto di vista sia educativo sia religioso.

La catechesi pre-battesimale

I genitori si rivolgono direttamente al parroco per la richiesta del Battesimo. In questa occasione il parroco raccoglie le generalità dei genitori e del nuovo nato/a e inizia (o continua) il dialogo con la coppia sui temi della fede e sul loro coinvolgimento in questo cammino. Ai genitori viene consegnato un primo libretto che li introduce al significato del Battesimo per il figlio/a e per la vita di famiglia (AA. VV., “Vogliamo il Battesimo per nostro figlio”, Elledici). Il parroco introduce le tappe del percorso pre-battesimale e presenta ai genitori la coppia di catechisti che li seguirà in questo cammino (eventualmente fornendo loro i riferimenti per contattarli).

Il primo incontro a casa dei genitori

I catechisti battesimali, su indicazione del parroco, contattano (entro breve distanza dalla richiesta del battesimo) i genitori e concordano la data per un incontro presso di loro, in casa. Questo primo incontro ha un carattere famigliare (vedi la scheda del primo incontro) e ha come primo obiettivo quello di “rompere il ghiaccio” e stabilire una relazione tra la famiglia e i catechisti.  Questi si presentano in casa della nuova famiglia recando con sè un piccolo dono, segno di accoglienza per la nuova vita (tra le idee, un bavagliolo con il nome del bimbo/a o una “luce amica” con l’immagine della Sacra Famiglia o della Madonna con il bambino Gesù). La prima parte dell’incontro è dedicata alla conoscenza reciproca e a riflettere sull’esperienza e le emozioni per arrivo del piccolo/a (che già assume il carattere di “evento religioso”).

Un’altro tema che spesso emerge è il cammino di fede dei partner, e anche la possibilità di vivere la richiesta del Battesimo come una  continuazione (o una ripresa) dello stesso.

bimbo1

A conclusione di questa prima fase introduttiva, si inizia a verificare con i genitori come è nata la decisione di chiedere il Battesimo e che cosa rappresenta per loro. Compito dei catechisti è far scoprire ai genitori come l’educazione religiosa del figlio/a (che rappresenta il loro impegno nella richiesta del Battesimo) non è così “distante” come possono pensare, ma che, come buoni genitori, la stanno già mettendo in pratica attraverso la fitta rete di affetti e cure che dedicano al bambino/a. Sono proprio queste attenzioni che lo aiuteranno a cogliere la dimensione trascendente dell’esistenza e lo prepareranno all’incontro con il Signore.
L’incontro termina con una preghiera e con la consegna di un testo su cui riflettere e i cui temi verranno ripresi nell’incontro successivo in Parrocchia. Testo: “Quando spunta un’anima” di Giacomo Poretti

Il secondo incontro in parrocchia

Questo incontro vede presenti, insieme, tutte le coppie che celebreranno il Battesimo dei figli nella stessa domenica, e si svolge nelle sale della parrocchia.

Gli obiettivi principali sono due, riflettere insieme sul significato del Battesimo e proporre un cammino post-battesimale tra gli 0 e i 6 anni, da percorrere in famiglia con lo “zampino” di qualche “proposta” da parte della Parrocchia.

La discussione parte riprendendo il tema del testo consegnato alla fine dell’incontro precedente, chiedendo ai genitori che riflessioni e sentimenti ha fatto nascere in loro l’articolo proposto.

L’incontro prosegue poi con l’ausilio di una scheda divisa in quattro parti. La prima parte è una riflessione sul significato della richiesta del Battesimo accompagnata dal testo del Vangelo di Giovanni (Gv 1,35-39 “Maestro dove abiti? … Venite e vedrete”). La seconda parte è una attualizzazione, nel contesto della vita in famiglia, del significato e dei doni del Battesimo che si snoda attraverso tre punti principali:

  • una nuova vita: dall’esperienza della nascita allo sguardo verso Dio;
  • la vita nuova nel battesimo: l’adozione a figli;
  • una famiglia cristiana: in cammino verso il Regno di Dio.

PreBattesimo_SchedaIncontro.v5.20130917

Segue poi un breve spunto di condivisione su come vivere in famiglia la grazia del Battesimo attraverso dei gesti di “ritualità famigliare”. Già attraverso la cura del bambino i genitori possono trasmettere i valori che lo accompagneranno per tutta la vita. A ciò è anche importante affiancare dei momenti “occasionati” in cui rendere viva la presenza, nelle attività di tutti i giorni, di un Padre che ci ama dall’alto e ha cura di noi. Semplici attenzioni in cui i genitori rendono il bambino partecipe della loro fede.

La scheda termina con una “Preghiera per la nascita di un figlio” (Benedetto sei Tu, Signore, per l’amore infinito che nutri noi) con cui ci si congeda e ci si dà appuntamento al giorno del Battesimo.

Il terzo incontro in chiesa

E’ in chiesa, insieme al Parroco, che si svolge il terzo incontro con i genitori incentrato sul rito del Battesimo. Qui il sacerdote presenta i vari momenti della celebrazione e spiega il significato dei molti riti e segni che l’accompagneranno. Lo scopo è quello di aiutare le famiglie a partecipare in modo più consapevole al rito e approfondire nuovamente i significati del Battesimo così come richiamati dai vari riti e segni.

La catechesi post-battesimale

Sono appena terminati i festeggiamenti per il Battesimo, parenti e amici salutano i genitori e rivolgono l’ultimo, caldo, sorriso al bambino (o alla bambina) che ricambia con una smorfia e un po’ di bavetta. Papà e mamma, stanchi, ma soddisfatti, tornano a casa e pregustano un  po’ di coccole con il bebè. Un’altra importante tappa verso la crescita è compiuta.

Ma domani? … Domani si ricomincia, ma non è una comoda discesa dopo che si è arrivati a fatica sulla cima. Domani si riparte per accompagnare il proprio figlio nei suoi progressi, nelle sue conquiste. Giorno dopo giorno, la solita routine, il lavoro, la casa, la famiglia, sempre presenti, sempre disponibili, ma mai come spettatori. Di nuovo a pedalare, di nuovo in salita!

Anche il cammino di pastorale battesimale non finisce: inizia il cammino che chiamiamo del post-battesimo. È importante, infatti, avere coscienza che l’amore naturale, spontaneo, con cui i genitori avvolgono il bambino (essenziale per lui come il cibo), acquista una ricchezza particolare se viene completato dalla prospettiva religiosa. In realtà il discorso religioso è già presente nella progressiva conoscenza del mondo e delle cose che nei primissimi anni della sua vita il bambino compie con la guida dei genitori. Attraverso di loro egli dà un nome alle cose e ne comprende la funzione, ma arriva a capire ciò che è buono e ciò che è cattivo Insieme a ciò diventa però necessario che i genitori cristiani aiutino il bambino anche ad avvertire e (poi) a capire che la realtà non si esaurisce in ciò che vediamo e tocchiamo con mano, ma che ha anche una dimensione trascendente, misteriosa, non percepibile con i sensi, ma profondamente vera. Che c’è un Dio personale che ci ama, che ci è vicino, che ci accompagna lungo le strade della vita. 

Il percorso

L’abbiamo chiamato “A piccoli passi incontro a Gesù – Il cammino di … con mamma e papà”. E’ un percorso leggero, una presenza discreta accanto ai genitori. A loro rimane, comunque, la responsabilità, il compito, e la gioia di guidare il proprio figlio in un cammino di crescita religioso. Ciò non esclude però che ci si possa affiancare a loro, con qualche suggerimento e aiuto, se ben accetto.

Gli incontri

Durante l’anno la parrocchia organizza tre incontri: all’inizio dell’anno catechistico, a gennaio (in occasione della festa del Battesimo di Gesù) e alla fine dell’anno scolastico.

Questi incontri sono articolati in due parti. Nella prima – che si svolge in chiesa – si vive insieme una breve liturgia (15-20 minuti) fatta di canti, di rivisitazione di un segno battesimale, della lettura di una pagina del vangelo, della recita del Padre Nostro. La seconda parte è dedicata a una riunione di amicizia nei locali della parrocchia: si fa merenda insieme, ci si conosce meglio tra genitori, ci si aggiorna sulle cose accadute. Il tutto aiuta i piccoli a familiarizzare con l’ambiente chiesa, con alcuni segni e gesti della fede, e a scoprire progressivamente la propria comunità parrocchiale.

Le schede

Il gruppo di catechisti battesimali continua ad essere vicino ai genitori attraverso uno strumento un po’ particolare: l’invio di una scheda in occasione degli anniversari del battesimo. Le schede contengono dei piccoli spunti per dei momenti preziosi da vivere insieme, genitori e figli, e che, forse, segneranno alcuni bei ricordi comuni della sua infanzia.

Signore, ti affido la mia famiglia

L’incontro estivo del cammino post-battesimale del 1 giugno 2013 ha quest’anno un tema molto legato alla fede: “Signore, ti affido la mia famiglia”.

Che idea abbiamo noi genitori di Dio? Sentiamo il Suo sguardo amorevole su di noi? Confidiamo in lui? Sappiamo affidarGli la nostra vita e la nostra famiglia?

Lasciamoci accompagnare dalle parole di papa Benedetto XVI: Tutti sappiamo che nel cuore di ognuno dimora un forte desiderio di felicità. Ogni azione, ogni scelta, ogni intenzione porta celata in sé questa intima e naturale esigenza. Ma molto spesso ci si accorge di aver riposto la fiducia in realtà che non appagano quel desiderio, anzi, rivelano tutta la loro precarietà. Ed è in questi momenti che si sperimenta il bisogno di qualcosa che vada ‘oltre’, che doni senso al vivere quotidiano (papa Benedetto XVI, 4.6.2011)

In allegato trovate la scheda per la riflessione in famiglia sulle radici della fede, l’attaccamento come primo linguaggio della fede, il passaggio dalla madre reale a Dio nella crescita del bambino.

Il rito famigliare proposto in questo incontro è proprio l’affidamento a Gesù. Prima della nanna, inventiamo un piccolo rito da vivere con nostro/a figlio/a. Tenendolo in braccio uniamo al nostro augurio di una buona notte anche quello di Gesù o di Maria che “insieme alla mamma (o al papà) cullano questo bambino e lo addormentano pian pianino”. Il piccolo potrà ricordare e riconoscere questi riti, anche se ancora non parla, infonderanno in lui un senso di fiducia e serenità prima della notte e si abituerà a pensare a Gesù come persona che gli sta accanto sempre: quando c’è la mamma, ma anche quando non sarà lì con lui. 

Battesinfesta.20130602

Memoria del Battesimo 2013 – Mi fido di Te

Abbiamo celebrato la festa del battesimo di Gesù, come ogni anno, ricordando i bambini battezzati durante l’anno appena passato.

Il tema per il 2013 è stato “Mi fido di te“. I bambini hanno scritto il loro nome su una mano che, appesa su un cartellone, stringe forte quella di Gesù.

Tra le attività proposte ai bambini:

Allegato trovate il copione dello spettacolino di cui abbiamo messo qualche foto del video originale.

 

Questo slideshow richiede JavaScript.

 

Il Battesimo bistrattato

Il sacramento più importante, assieme all’Eucaristia, del settenario sacramentale corre sempre il rischio di essere il più bistrattato anche se rappresenta l’inizio della vita cristiana. Già il fatto di amministrarlo ai bambini crea non pochi problemi, soprattutto oggi, quando la fede dei genitori è sovente “debole”, la loro frequenza alla vita della parrocchia sovente (quasi) inesistente, la situazione matrimoniale sovente irregolare. Proprio quando ci si trova nell’ultima condizione emerge l’obiezione: “Va bene, noi per la Chiesa non siamo a posto, ma il bambino cosa ne può?”. Certo non ne può proprio niente, ma la domanda sottintende la convinzione che il Battesimo sia un diritto che ogni neonato possiede. Invece non è così. Il Battesimo non è affatto “un diritto”, è invece un dono che bisogna desiderare e al quale poi occorre conformare la propria esistenza. Perché senza Battesimo si vive lo stesso, si può vivere anche bene e alla fine si può pure accedere alla vita eterna. Nemmeno è un piacere da fare ai nonni, una benedizione qualunque o un atto di affidamento generico a Dio. Il Battesimo di per sé presuppone la fede nel Dio di Gesù Cristo, la decisione di unirsi al Signore Risorto e di vivere secondo la sua Parola, guidati e sostenuti dallo Spirito Santo che non si trova altrove ma praticando i vari momenti della vita cristiana. Nel caso del bambino, che ancora non può avere la fede, si presuppone che una fede chiara e convinta sia posseduta dai genitori ai quali spetta il compito di trasmetterla ai propri figli. Dunque, chiedendo il Battesimo per il proprio bambino un papà e una mamma dovrebbero interrogarsi seriamente sulla qualità della loro fede e semmai cogliere l’occasione per rinverdirla e renderla più forte ed esplicita, evitando il rischio di riannodare i contatti con la Chiesa solo al momento dell’inizio del catechismo.

Un altro aspetto fondamentale del Battesimo è che con esso si entra a far parte a pieno titolo della comunità dei cristiani, cioè della Chiesa. Sempre assieme all’Eucaristia esso è il sacramento più comunitario che ci sia. Fa davvero pena, allora, celebrare i battesimi con i soli parenti e pochi amici dei battezzandi senza una minima presenza della comunità, parroco escluso. A parte la povertà liturgica a cui si va incontro non si rende visibile un aspetto centrale del sacramento. Questo rischio si corre soprattutto quando a monte sta una concezione del tutto individualistica e privata del sacramento stesso per cui a orientare verso una determinata data sono i condizionamenti che vengono dalla disponibilità o meno dei padrini, dei nonni, magari di qualche zio o zia. Come se due sposi decidessero la data del matrimonio dopo aver fatto una consultazione all’interno della parentela o nel cerchio delle amicizie. In questo caso sono gli altri che si adattano alla data scelta dai nubendi e non viceversa. Per il Battesimo dovrebbe accadere ancora di più. Proprio perché è il giorno dell’ingresso ufficiale nella comunità cristiana si dovrebbe con molta umiltà e disponibilità accettare i momenti e le occasioni proposte da quest’ultima. Momenti e occasioni che fra il resto garantiscono una liturgia più curata, più animata, più coinvolgente, in una sola parola più “bella”. E che permettono alla comunità cristiana di essere presente a sostenere con la testimonianza e la preghiera l’avventura cristiana che prende il via per quel bambino o quella bambina che intanto, nella loro dolce tenerezza, stanno già rendendo più bello il mondo. E a proposito di comunità cristiana, siccome uno non vive nella Chiesa astrattamente ma nella Chiesa che si rende presente qui e ora, nello spazio e nel tempo, ecco che il criterio guida non deve essere la nostalgia per il paesello d’origine, per la chiesetta così bella dove ci si è sposati, o qualche altro aspetto sentimentale ancora. Il criterio deve essere quello della propria parrocchia o comunque della parrocchia che si frequenta abitualmente perché è lì che l’esperienza di fede viene vissuta, può crescere, fortificarsi, essere sostenuta. Perché, se è vero che i primi educatori alla fede sono papà e mamma, è altrettanto vero che la fede la si vive e soprattutto la si coltiva non rimanendo fra le quattro mura di casa o girovagando qua e là, ma nella compagnia degli altri cristiani, in primo luogo quelli che condividono il proprio territorio.

Abbiamo scritto queste cose perché soprattutto i futuri genitori, poi i nonni e le nonne, i potenziali padrini e madrine, le possano conoscere e tener presente per quando arriva un neonato e bisogna decidere cosa fare. Le abbiamo scritte anche nella consapevolezza non vanitosa ma semplicemente realistica di fare, come parrocchia, il possibile perché questo fondamentale sacramento, base di tutta la vita cristiana successiva, diventi sempre di più ciò che è e non ciò che la nostra errata emotività a volte rischia di farlo diventare.