Chiamati a fare discernimento

Carissimi fratelli e sorelle in Cristo

A metà ottobre sarà canonizzato Paolo VI, morto quarant’anni fa, il 6 agosto 1978. Stavo vivendo allora le primizie della mia vita di prete e ricordo ancora molto bene il momento in cui ho appreso la notizia che il Papa del Concilio, il Papa dei miei anni dScreen Shot 2018-09-30 at 18.19.05i seminario, era stato chiamato all’ultimo viaggio.

Attingo al ritratto che ne delinea don Franco Brovelli. «Guardando a Paolo VI penso ad un passo del Vangelo di Matteo (16,1s) “Saper interpretare i segni dei tempi”. Montini ha trovato in queste parole una delle sue passioni più profonde.  Scorrendo la sua vita si comprende che ha sempre ricercato i perché e i come, adesso diremmo che aveva l’attitudine al discernimento, un desiderio di comprensione molto intenso, una capacità di vedere oltre. Già nei suoi anni giovanili a Brescia parlava di risorse spirituali, tempi della preghiera, della possibilità vivificante della liturgia in tempi in cui la stessa era incomprensibile, della Parola del Signore.

Da Vescovo, nel 1955, ha voluto la Missione a Milano a cui ha dato come tema “Dio Padre”. Aveva intuito che la sua terra si stava scristianizzando, che non aveva bisogno di riorganizzare le strutture, aumentare iniziative e numeri, ma aveva bisogno di riscoprire il volto di Dio, un Dio che è Padre. Era un uomo che sapeva interpretare i segni dei tempi, con una capacità di scrutare assolutamente intensissima e commovente. Aveva educato sé stesso ad ascoltare il cuore dell’uomo, le sue attese, il gemito del mondo, dolori, speranze, delusioni, croci, rinascite. Quando lui ascoltava, ascoltava l’altro, non i giudizi sull’altro, non gli slogan sull’altro, ascoltava l’altro per quello che è. Questo è il discernimento, questi sono gli uomini spirituali. Dopo la morte di Giovanni XXIII, da Papa, ha avuto il coraggio di riconvocare il Concilio, nonostante le tante pressioni contrarie, perché aveva compreso che in quel momento il mondo stava attendendo dalla Chiesa delle parole di luce, vere e diverse».

Ho avuto la gioia, nel corso di quest’estate, di partecipare a molte belle iniziative. Porto in cuore in modo speciale quella del Campo diocesano delle famiglie a Chiappera: oltre venti coppie di sposi insieme ad un’ottantina di figli di diverse età, da pochi mesi a ventisei anni.

Famiglie belle perché “normali”, consapevoli delle proprie fragilità, segnate da avvenimenti dolorosi, un po’ timorose di fronte al domani, specialmente quello dei figli. Il tema del campo era quello del “discernimento”. Non tanto la scelta tra una cosa buona e una cattiva, ma tra più opportunità che si presentano alla persona, alla coppia, o nel riferimento ai figli che stanno crescendo. Negli Atti degli Apostoli compare e svanisce più volte, come un torrente carsico, la figura di Barnaba, uomo del discernimento, vero e proprio talent-scout di Saulo-Paolo. Barnaba non è prigioniero di pregiudizi, è aperto alla novità portata dallo Spirito. A lui deve molto la comunità cristiana delle origini.

Di fronte al nuovo anno pastorale, aiutiamoci a vicenda, fedeli e operatori pastorali insieme ai preti della parrocchia, in quest’opera di discernimento. Invocando lo Spirito e confrontandoci con sincerità e amore: quali scelte ci suggerisce il Signore per la nostra comunità?

Buon discernimento!

Fraternamente in Cristo

il vostro parroco don Beppe