Omelia del 20.05.2018 – Pentecoste (B)

È sempre Pentecoste
Vorrei invitarvi a guardare per qualche istante le composizioni floreali che abbelliscono oggi il nostro presbiterio. Cosa notiamo? Notiamo che da una grande quantità di fiori bianchi, eredità delle precedenti domeniche di Pasqua, spuntano alcuni bei garofani rossi, messi lì appositamente per la solennità che celebriamo oggi, la Pentecoste!
Queste composizioni fotografano proprio bene tale solennità. Dal bianco della Pasqua emerge il rosso della Pentecoste! Il rosso dello Spirito Santo! Infatti, lo Spirito Santo è il dono fatto alla Chiesa e ai cristiani da Gesù risorto. Un dono fatto a cominciare dalla sera stessa di Pasqua, nel cenacolo. Ricordiamo il racconto: “Detto questo, soffiò e disse loro: Ricevete lo Spirito Santo…”. Un dono che poi si è rinnovato con straordinaria abbondanza nel giorno di Pentecoste. Prima lettura di oggi.

In uno dei Prefazi del Tempo Pasquale, cioè in uno di quei testi che il sacerdote recita prima del canto del Santo, troviamo scritto, riguardo a Gesù: “Entrato una volta per sempre nel santuario dei cieli, egli intercede per noi, mediatore e garante della perenne effusione dello Spirito”.
“Perenne effusione dello Spirito”: significa che dall’Ascensione in poi lo Spirito Santo viene continuamente dato alla Chiesa e ai credenti. Per questo nel credo possiamo dire: “Credo la Chiesa una, santa…”. La Chiesa non è santa perché sono bravi e santi coloro che la compongono, cioè noi, ma perché è sempre abitata e animata dalla presenza dello Spirito, che è Santo.
Oggi dunque noi non celebriamo un evento che sta nel passato, relegato sui libri di storia, bensì un evento attuale, a noi contemporaneo. Possiamo dire che oggi è Pentecoste, ma che anche ieri era Pentecoste, che anche domani e dopodomani sarà Pentecoste. E così via. La storia della Chiesa in fondo non è altro che una lunga storia di Pentecoste. E se la Chiesa è ancora viva e presente dopo duemila anni di storia, malgrado i peccati di tanti e i suoi numerosi errori, è perché è assistita e animata dallo Spirto Santo.
Che non dobbiamo cercare chissà dove, in chissà quali strane manifestazioni. Le vie attraverso le quali il Signore Gesù dona alla Chiesa e a noi lo Spirito Santo sono le vie più ordinarie. Nel giorno del Battesimo abbiamo ricevuto lo Spirito Santo. Nel giorno della Cresima abbiamo ricevuto lo Spirito Santo. Ma lo riceviamo anche ogni volta in cui ci confessiamo. State attenti alla formula di assoluzione, lo afferma esplicitamente. Lo riceviamo ogni volta che ci accostiamo all’Eucaristia, facendo la comunione. Chi si è sposato lo ha ricevuto con il sacramento del matrimonio. Chi è stato ordinato diacono, prete, vescovo, la ha ricevuto con l’ordinazione. Anche quando lo invochiamo con fede il Signore ce lo dona.
Una domanda: “A cosa serve lo Spirito Santo?”. A tante cose. Fra le tante ci sono quelle evidenziate oggi dai testi biblici. Il Vangelo ci ha ricordato che lo Spirito Santo ci aiuta a comprendere la Verità, cioè Gesù Cristo, che è la Verità in persona, e le sue parole. E già sarebbe tantissimo. San Paolo invece ci ha detto che serve per la vita buona, perché suscita in noi amore, gioia, benevolenza, bontà, pace, fedeltà, mitezza, dominio di sé. Un elenco che non vuole essere esaustivo. Che noi potremmo anche completare con altri frutti buoni.
In ogni caso: si dice che “l’aberro si conosce dai frutti”. Allora là dove noi vediamo i frutti elencati da san Paolo significa che lì è in azione lo Spirito Santo. Ma significa anche che lì gli uomini e le donne non gli chiudono la porta in faccia, ma lo accolgono e lo lasciano lavorare. Chiediamo il dono accoglierlo e di lasciarlo lavorare anche noi, per crescere nella conoscenza di Gesù e per produrre sempre pure noi i frutti della vita buona.