Omelia III Avvento

“Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?”. Eccola qui la domanda che già vi avevo anticipato domenica scorsa. La formula Giovanni Battista che ha paura di essersi sbagliato. Si aspettava un Messia che mettesse le cose a posto, che punisse i peccatori e facesse trionfare i buoni, ed invece non succede nulla di simile. Questa domanda formulata da Giovanni non è però propria solo di Giovanni. Al contrario è una domanda che torna ogni tanto, soprattutto oggi, quando molti diventano dubbiosi di fronte ad un cristianesimo e ad una Chiesa che in duemila anni di storia non hanno cambiato il mondo, anzi che ha volte, a motivo del comportamenti dei cristiani, pare che l’abbiano anche peggiorato. Allora in tanti sorge il dubbio: “Ma il cristianesimo sarà davvero la religione vera? Gesù è una persona credibile?”. Anche a voi ragazzi qualche volta il dubbio viene. C’è una classe di catechismo, non dico quale perché si dice il peccato ma non il peccatore, che sembra non voler sentir parlare di Gesù. Forse lo reputa poco interessante, un tipo inutile per vivere bene ed essere contenti. Come dire: abbiamo bisogno d’altro, non di Gesù. E tanti, dopo la Cresima, se ne vanno via dalla Parrocchia, dagli incontri, dalle Messe, proprio per cercare qualcun altro. Perché Gesù non sembra importante.

Cosa fa Gesù per convincere Giovanni Battista che non si è sbagliato, che l’inviato di Dio è proprio lui, che lui può aiutare a vivere bene, con gioia, felici e contenti della vita? Fa dei discorsi? No! Produce degli effetti speciali? No! Sgrida forse Giovanni per i suoi dubbi? Non, non fa nemmeno questo. Anzi di Giovanni tesse un elogio sperticato: “È un grande! È il migliore! È Il Messi della situazione! Nessuno è come lui!”

Gesù non si spaventa del dubbio, delle domande birichine sul suo conto. Solo non vuole che ci fermiamo lì, ai dubbi e alle domande. Vuole che impariamo a guardarci attorno per scoprire i segni del suo valore. Cosa succede attorno a lui? Succede che i ciechi guariscono e vedono! Succede che gli zoppi si mettono a correre! Succede che i sordi improvvisamente ci sentono benissimo e che addirittura qualche morto risuscita. Succede che i poveri si mettono a sorridere perché sentono annunciare una parola buona. Non sono i grandi, i potenti, i ricchi, che hanno bisogno di questa parola buona. Non ne ha bisogno Trump, ad esempio.

Ecco chi è Gesù: uno che vuol portare gioia e felicità nella vita. Per questo il profeta Sofonia ci ha detto all’inizio della prima lettura: “Rallegratevi, esultate, siate gioiosi”. Un dubbio potrebbe però rimanere. “Va bene tutto questo ma a me che non sono cieco, che non sono zoppo, che non ho la lebbra, che non sono nemmeno morto, a cosa serve Gesù?”. La risposta è facile: “Se guardi con attenzione alla tua vita qualcosa che non va c’è sicuramente. Magari fai fatica ad andare d’accordo con gli altri. Magari sei invidioso di chi ha di più e questo ti rode dentro. Magari le tue giornate sono grigie e noiose. Magari…”. Ciascuno può cercare nella sua vita quello che non va. Le ragioni dell’inquietudine e del malessere.

Allora scoprirà di aver proprio bisogno di uno che lo aiuti, che gli porti in regalo un po’ di gioia, di entusiasmo, di voglia di vivere. Insomma scoprirà di aver grande bisogno di Gesù. Cioè proprio colui che doveva venire e che per fortuna è venuto.