Omelia XXIV domenica del T.O. (C – 2016)

[Nel Vangelo di questa domenica, nella parabola del Padre Misericordioso] Questo padre, che è già uscito una volta, per il minore, esce nuovamente di casa, questa volta per il maggiore e fa una cosa straordinaria: si mette a supplicarlo, cioè a pregarlo. Usciamo dal linguaggio della parabola e diamo il nome che tutti sappiamo a questo padre. Questo padre è il Padre celeste, è il Padre di Gesù e Padre nostro. Questo padre è Dio. Bene Dio capovolge i ruoli. Di solito siamo noi a pregarlo. Qui è lui che prega noi. Dunque siamo di fronte ad un Dio che prega l’uomo.

[…] tutti noi in fondo vestiamo i panni del figlio maggiore. Noi di solito desideriamo che Dio esaudisca le nostre preghiere. Sapremo noi esaudire la preghiera che Dio rivolge a noi? Sapremo vincere l’invidia, la gelosia, il fastidio per i peccatori accolti ed entrare anche noi a far festa, assieme a chi è lontano, è peccatore, è diverso e non ci sta così simpatico? Ciascuno è invitato a dare la sua risposta!

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